Il punto di partenza

Quasi tutti sanno quanto spendono. Pochi sanno quanto incassano

È la domanda da cui parte ogni progetto: quanto ti costa oggi acquisire un cliente nuovo? Se la risposta non c'è, qualunque canale si scelga si sta scommettendo.

Succede più spesso di quanto sembri. Le campagne girano, i contatti arrivano, ma nessuno sa dire quali siano arrivati dalla pubblicità e quali dal passaparola. A fine mese si guarda il totale speso e si decide a sensazione se continuare.

Il lavoro serio sulla pubblicità online comincia prima delle campagne: dal capire cosa vale per te un contatto e dal poter riconoscere da dove arriva. Tutto il resto — quale piattaforma, quanto budget, quali annunci — lo decidiamo da lì.

Prerequisiti

Cosa deve esserci prima di attivare le campagne

Le campagne sono l'ultimo passo, non il primo. Se manca uno dei due sotto, la pubblicità funziona lo stesso — ma non sai perché, e non puoi migliorarla.

Primo

Una pagina che risponde

Dove atterrano le persone deve mantenere quello che l'annuncio promette, e rendere semplice il contatto. Una pagina che non converte trasforma ogni clic in un costo: quando serve intervengo prima sul sito, e le campagne partono dopo.

Secondo

Il tracciamento

Sapere quali contatti arrivano da quale canale, e quanti. Senza, si ottimizza a occhio e si spegne la campagna sbagliata.

Solo adesso

Le campagne

Con i primi due a posto, ogni euro speso produce un'informazione che serve al mese successivo. Senza, produce solo una spesa.

Se i primi due gradini mancano, l'incarico sulle campagne non lo prendo prima di averli sistemati — quasi sempre costano meno di tre mesi di budget speso al buio.

Le due strade

Google o Meta: si sceglie in base a come ti cercano

Non è una questione di preferenza né di quale piattaforma sia migliore. Dipende da una cosa sola: se le persone stanno già cercando quello che vendi, oppure no.

Google Ads — quando la domanda esiste già

Qualcuno digita quello che offri e tu compari. L'intenzione è dichiarata, il contatto è più caldo e il costo per clic è più alto. Il lavoro sta nel decidere su quali ricerche comparire e, soprattutto, su quali non pagare mai.

Come lavoro le campagne Google Ads →

Meta Ads — quando la domanda va creata

Le persone non ti stanno cercando: le raggiungi mentre guardano altro. Serve una creatività che fermi lo scroll e un po' di pazienza nelle prime settimane, ma arriva dove la ricerca non arriva.

Come lavoro le campagne Meta Ads →

Nella pratica molti progetti li usano entrambi, con pesi diversi a seconda del momento: Google per raccogliere chi è già pronto, Meta per farsi conoscere e per tornare da chi ha visitato il sito senza contattare.

Ma partire da entrambi con budget piccoli è l'errore più comune: si divide una cifra già insufficiente in due tronconi che non bastano né a uno né all'altro. Meglio uno solo, fatto bene, e il secondo quando il primo si regge.

Il metodo

Come lavoro, a prescindere dal canale

01

Quanto vale un cliente per te

Non il fatturato: quanto puoi permetterti di spendere per acquisirne uno nuovo e restare in guadagno. È il numero che rende leggibile tutto il resto, e spesso è la prima volta che qualcuno te lo chiede.

02

Verifica dei prerequisiti

Pagina di destinazione e tracciamento. Se vanno sistemati li sistemo prima, perché ogni settimana di campagne senza misurazione è una settimana di dati persi.

03

Scelta del canale e avvio

Parto da uno solo, con un budget calibrato per raccogliere dati utili senza sprecare. La configurazione cambia molto tra Google e Meta: è spiegata nel dettaglio nelle due pagine dedicate.

04

Misurazione e correzione

Ogni mese un report che dice quanto hai speso, quanti contatti sono arrivati e quanto è costato ciascuno. Da lì decidiamo insieme: alzare, spostare, cambiare canale o fermarsi. Anche fermarsi è una decisione legittima, se i numeri lo dicono.

Prima di scrivermi

Domande frequenti

Quale canale conviene alla mia attività?
Si capisce guardando due cose: quante persone cercano già quello che vendi nella tua zona, e se il tuo servizio è qualcosa che si può far scoprire a chi non lo stava cercando. La verifica la faccio prima che tu spenda, ed è mezz'ora di analisi. In alcuni casi la risposta è che nessuno dei due conviene, e allora il budget rende di più altrove.
Posso attivare Google e Meta insieme?
Sì, ma non all'inizio con un budget piccolo. Dividere una cifra già stretta su due piattaforme significa non dare a nessuna delle due abbastanza dati per funzionare. Meglio partire da quella più adatta al tuo caso e aggiungere la seconda quando la prima produce risultati stabili.
Quanto budget serve in tutto?
Dipende da quanto vale per te un cliente e da quanto costa raggiungerlo nel tuo settore. Il calcolo lo faccio all'indietro: se per ottenere un cliente servono più soldi di quanti quel cliente ne porta, la campagna non ha senso a nessun budget. È la prima cosa che verifichiamo.
Il budget pubblicitario è compreso nel tuo compenso?
No, sono due voci separate. Il budget lo paghi direttamente alla piattaforma dal tuo account: resta tuo e lo vedi in ogni momento. Il mio compenso riguarda l'impostazione e la gestione delle campagne.
Ti occupi anche della pagina dove arrivano le persone?
Sì, ed è spesso l'intervento che sposta di più il risultato. Se la pagina di destinazione non risponde alla promessa dell'annuncio, il problema non si risolve alzando il budget. Quando serve, lavoro prima su quella: è un intervento sul sito e lo valuto separatamente.
E se le campagne non funzionano?
Si guardano i numeri e si capisce dove si perde: nella pagina, nel pubblico, negli annunci o nel conto di partenza. Se dopo aver corretto quello che si poteva correggere i numeri restano fuori, chiudo la campagna invece di lasciarla accesa. Tenere in piedi una campagna che non rende non conviene a nessuno dei due.

Quanto ti costa oggi un cliente nuovo?

Se la risposta non c'è, è da lì che cominciamo. Guardiamo insieme i tuoi numeri prima di parlare di campagne.