Gestione Google Ads a Roma: come funzionano e come le gestisco
Gestisco campagne Google Ads (ex AdWords) per aziende e professionisti di Roma. In questa pagina trovi come imposto una campagna, dove si spreca budget, da cosa dipende il costo e come si capisce se l'investimento ha senso. Se stai valutando se attivare le campagne, dovrebbe bastarti per farti il conto da solo.
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Su Google Ads si spreca quasi sempre allo stesso modo
Pagando clic da ricerche che non c'entrano. Non è il budget a essere basso: è che una parte finisce su persone che cercavano tutt'altro, e quella parte non torna indietro.
Succede perché Google, se glielo lasci fare, mostra i tuoi annunci anche su ricerche solo vagamente simili alle parole che hai scelto. Chi vende infissi si ritrova a pagare per chi cerca "come pulire gli infissi"; chi fa consulenza si ritrova a pagare per chi cerca lavoro nel settore.
Il lavoro vero, su Google, è tutto lì: decidere su cosa comparire e — soprattutto — su cosa non comparire mai. È l'elenco che cresce ogni settimana, perché le ricerche delle persone cambiano di continuo.
Google Ads
Intercetti qualcuno che sta già cercando quello che vendi.
Il pubblico lo definiscono le parole digitate: l'intenzione è dichiarata, e questo alza sia la qualità del contatto sia il costo del clic.
Pesa soprattutto la pertinenza fra ricerca, annuncio e pagina di destinazione: se le tre cose non si corrispondono, paghi di più per stare più in basso.
Funziona quando il bisogno è già chiaro e la persona sta confrontando chi glielo risolve.
Meta Ads
Interrompi una persona che stava guardando altro.
Il pubblico si costruisce su interessi e comportamenti, non su parole cercate.
Pesa soprattutto la creatività: se l'annuncio non ferma lo scroll, il targeting non serve.
Funziona per far conoscere qualcosa di nuovo e per tornare da chi ha già visitato il sito.
Se nessuno cerca quello che vendi, Google Ads non te lo fa cercare: in quel caso il budget rende di più su Meta.
Quante ricerche esistano davvero per quello che vendi, nella tua zona, lo verifico prima di impostare qualsiasi cosa: è mezz'ora di lavoro che decide se ha senso partire o no. Come si sceglie fra i due canali, e cosa deve esserci prima di attivarli, è nella pagina sul web marketing.
Il conto che faccio prima di partire
Serve a capire se la campagna può reggersi in piedi, e lo faccio prima di aprire l'account. I numeri qui sotto sono di comodo: al posto loro metto i tuoi, e il conto dice subito se conviene.
100
clic sull'annuncio
persone che arrivano sul tuo sito dalla ricerca
150 €
spesi
a un costo per clic di 1,50 €
5
richieste di contatto
se la pagina converte il 5% di chi arriva
1
cliente
se chiudi una richiesta su cinque
è quanto ti è costato acquisire quel cliente. La domanda è una sola: quel cliente vale più di così? Se sì, la campagna ha senso e conviene alzarla. Se no, il problema non è quanto spendi: è uno dei passaggi qui sopra, e vedo quale.
Ogni passaggio si può migliorare: un costo per clic più basso, una pagina che converte meglio, una gestione delle richieste più rapida. Ma va migliorato quello che pesa davvero, e quale sia dipende dal tuo settore: è la prima cosa che guardo quando mi mandi i numeri.
I numeri sopra sono un esempio scelto per far vedere il ragionamento: non sono dati di una campagna reale e variano molto da settore a settore. Il costo per clic nel tuo caso lo verifico prima di partire.
Hai già un account attivo o parti da zero?
Hai già un account attivo
Guardo prima di tutto il rapporto tra ricerche pagate e ricerche utili: quanto del budget se n'è andato in termini che non c'entravano. Poi struttura, corrispondenze, tracciamento e pagine di destinazione.
Spesso il recupero più grosso arriva senza toccare il budget, solo togliendo quello che non doveva esserci.
Parti da zero
Comincio dal conto: quante ricerche esistono, quanto costa mediamente un clic nel tuo settore e quanto vale per te un cliente nuovo. Se i numeri non tornano lo vedo subito, ed evitiamo di partire.
Come imposto una campagna su Google
Il conto, prima di tutto
È il conto qui sopra, rifatto con i tuoi numeri veri: ricerche disponibili nella tua zona, costo per clic del tuo settore, valore di un cliente. Finché non torna non apro niente, ed è la fase in cui a volte concludo che non conviene — e va bene così.
Parole chiave e parole da escludere
Insieme costruisco l'elenco delle esclusioni: i termini su cui non voglio pagare mai. Cresce ogni settimana, leggendo le ricerche reali che hanno attivato gli annunci.
È la differenza fra due account con lo stesso budget: uno lo tiene aggiornato, l'altro no. Non è un lavoro che si fa una volta e nemmeno uno che si automatizza.
Struttura e annunci
Gruppi separati per temi separati, così ogni annuncio può parlare della cosa specifica che la persona ha cercato. Un annuncio generico su dieci ricerche diverse costa più e converte meno: Google premia la corrispondenza fra ricerca, testo e pagina.
Tracciamento e pagina di destinazione
Configurazione delle conversioni, con verifica che vengano registrate davvero. E controllo della pagina dove atterrano le persone: se non risponde alla ricerca da cui arrivano, il clic è pagato e perso. Capita spesso che convenga sistemare quella pagina prima di alzare il budget.
Ottimizzazione settimanale
Leggo cosa hanno cercato davvero le persone, escludo i termini inutili, sposto budget dai gruppi che costano troppo a quelli che rendono, riscrivo gli annunci che nessuno clicca.
Da cosa dipende il preventivo
Anche qui due voci separate: il budget pubblicitario lo paghi a Google e resta tuo, il compenso di gestione lo paghi a me per impostare e seguire le campagne. Non si mescolano mai.
Sul compenso, ecco cosa lo sposta.
Quanti temi diversi devi coprire
Un servizio solo richiede pochi gruppi di annunci. Un'attività con cinque linee di offerta ne richiede cinque impianti, ciascuno con parole, annunci e pagine coerenti.
Quanto è competitivo il settore
In alcuni settori un clic costa pochi centesimi, in altri diversi euro. Non cambia il mio lavoro, ma cambia quanto margine c'è per sbagliare: dove il clic costa caro, il controllo deve essere più frequente.
Se il tracciamento esiste già
Conversioni configurate e verificate, oppure da impostare da zero. Senza, non si può ottimizzare niente: si vedrebbero solo i clic, che sono un costo e non un risultato.
Dove atterrano le persone
Se la pagina di destinazione risponde alla ricerca lavoro su quella. Se va costruita o rifatta è un intervento sul sito, che valuto a parte — ma spesso è la cosa che sposta di più il risultato finale.
Ogni quanto intervengo
La lettura delle ricerche e la pulizia delle esclusioni è un lavoro ricorrente. Settimanale su campagne stabili, più fitto su promozioni a tempo o stagionalità marcate.
Se ci sono vincoli di settore
Alcune categorie hanno limitazioni pubblicitarie o regole professionali sui messaggi. Va verificato prima di scrivere gli annunci, non dopo che sono stati rifiutati.
Un ordine di grandezza te lo do in una telefonata, dopo dieci minuti di domande.
Il preventivo scritto arriva dopo, con budget pubblicitario e compenso indicati separatamente.
Cosa comprende la gestione Google Ads
- Il conto di fattibilità prima di partire — ricerche disponibili, costo per clic stimato e valore di un cliente. Se non torna, lo sai prima di spendere.
- Elenco delle esclusioni mantenuto — escludo le ricerche inutili ogni settimana, non una volta all'avvio.
- Account intestato a te — campagne, storico e conversioni restano tuoi anche se un domani cambi gestione.
- Tracciamento delle conversioni verificato — controllo che i contatti vengano registrati prima di iniziare a ottimizzare.
- Report mensile leggibile — quanto hai speso, quante richieste sono arrivate, quanto è costata ciascuna. Senza termini da decifrare.
Domande frequenti
Quanto costa un clic?
Quanto budget serve per iniziare?
In quanto tempo vedo i risultati?
Il budget pubblicitario è compreso nel tuo compenso?
Meglio Google Ads o Meta Ads?
Le campagne servono se sono già primo su Google?
Stai pagando clic che non diventano richieste?
Guardo su quali ricerche sta andando il budget e ti dico quanto se ne può recuperare.