Il punto di partenza

Chi ti vede su Facebook e Instagram non ti stava cercando

È la differenza che decide tutto il resto. Su Google intercetti una domanda che esiste già: qualcuno sta cercando quello che vendi. Su Meta interrompi una persona che stava guardando altro.

Non è un difetto, è il motivo per cui Meta funziona dove Google non arriva: quando il tuo prodotto o servizio è qualcosa che le persone non sanno di volere, o non sanno come si chiama, la ricerca non basta perché nessuno lo digita.

Domanda da creare

Meta Ads

Interrompi una persona che stava guardando altro.

Il pubblico si costruisce su interessi, comportamenti e somiglianza con chi è già tuo cliente.

Pesa soprattutto la creatività: se l'annuncio non ferma lo scroll nei primi secondi, il targeting migliore del mondo non serve.

Funziona per far conoscere qualcosa di nuovo, per servizi che si scoprono guardando, e per tornare da chi ha già visitato il sito.

Domanda esistente

Google Ads

Intercetti qualcuno che sta già cercando quello che vendi.

Il pubblico lo definiscono le parole digitate: l'intenzione è dichiarata.

Pesa soprattutto la pertinenza fra ricerca, annuncio e pagina di destinazione.

Funziona quando il bisogno è già chiaro e la persona sta confrontando chi glielo risolve.

Se quello che vendi lo cercano già su Google, il budget rende di più lì: le campagne Meta vengono dopo, non al posto.

Nella pratica i due canali si tengono spesso insieme, con pesi diversi a seconda del momento — ma partire da quello sbagliato costa mesi di budget. Come si sceglie fra i due, e cosa deve esserci prima di attivarli, è nella pagina sul web marketing.

Come lavoro le campagne Google Ads →

Due punti di partenza

Hai già campagne attive o parti da zero?

Hai già campagne attive

Guardo com'è impostato l'account: struttura delle campagne, tracciamento, pubblici, creatività e spesa per risultato. Nella maggior parte dei casi il problema non è il budget ma la configurazione.

Se le campagne stanno già lavorando bene non tocco niente: intervengo solo dove serve.

Parti da zero

Comincio dal tracciamento e dall'obiettivo: cosa deve succedere perché una campagna sia andata bene. Poi struttura, pubblici e creatività, con un budget iniziale calibrato per raccogliere dati senza sprecare.

Il processo

Come imposto una campagna Meta

01

Obiettivo e numeri di riferimento

Definiamo cosa deve produrre la campagna — una richiesta di contatto, una prenotazione, una vendita — e quanto può valere per te ciascun risultato. Senza questo numero non c'è modo di dire se una campagna sta funzionando: si guarderebbero soltanto like e visualizzazioni, che non pagano nessuno.

02

Tracciamento

Configurazione del Pixel e della Conversions API, con verifica che gli eventi arrivino davvero. È la fase che viene saltata più spesso, ed è quella che decide tutto: se Meta non riceve i segnali giusti, ottimizza verso il pubblico sbagliato e continua a spendere allo stesso modo.

Da quando i sistemi operativi hanno limitato il tracciamento sui dispositivi, la sola installazione del Pixel non basta più: senza la parte lato server una quota consistente di conversioni non viene attribuita, e la campagna impara su dati incompleti.

03

Pubblici e creatività

Chi deve vedere gli annunci e cosa deve vedere. Su Meta la creatività pesa più del targeting: la piattaforma trova da sola le persone giuste, se l'annuncio le ferma. Parto con più varianti di messaggio e formato, perché quale funziona non si sa in anticipo: lo scopro spendendo.

Facebook e Instagram non sono due campagne separate: sono posizionamenti dello stesso sistema. Si gestiscono insieme, e sono i dati a dire su quale conviene concentrare la spesa.

04

Avvio e fase di apprendimento

Nelle prime settimane la campagna raccoglie dati e i costi sono instabili: è normale, ed è anche il momento in cui un intervento sbagliato costa di più: spegnere o modificare tutto ogni due giorni fa ripartire l'apprendimento da capo.

05

Ottimizzazione e controllo della spesa

Quando ci sono abbastanza dati intervengo: spengo quello che costa troppo, sposto budget su quello che rende, rinnovo le creatività quando iniziano a stancare il pubblico.

Perché nei primi giorni i numeri ingannano

Il costo per risultato parte alto e ballerino, poi scende man mano che la piattaforma capisce a chi mostrare gli annunci. La prima settimana mostra il momento peggiore della campagna: è quello in cui sembra non funzionare, ed è anche quello in cui manca ancora tutto il miglioramento.

più alto più basso costo per risultato giorno 1 7 21 45 fase di apprendimento

Quanto dura non dipende dai giorni ma da quanti risultati produce la campagna: con pochi eventi al mese l'apprendimento non si chiude mai, e il costo resta alto per sempre. È la prima cosa che verifico: se il tuo volume non ci arriva, una gestione mensile non te la propongo.

Schema illustrativo dell'andamento tipico. Non rappresenta i dati di una campagna reale: la forma della curva è il punto, i valori dipendono dal settore e dall'offerta.
Due sguardi sugli stessi dati

Cosa vedi tu nel pannello, cosa guardo io

Meta mette in primo piano i numeri che crescono sempre. Sono quelli che fanno sembrare viva una campagna anche nei mesi in cui non porta niente.

Quello che si vede aprendo il pannello
  • Copertura e visualizzazioni
  • Like, commenti, condivisioni
  • Clic sul link
  • Spesa totale del mese
Quello su cui decido
  • Quanto è costata ogni richiesta arrivata davvero
  • Quante volte la stessa persona ha già visto l'annuncio
  • Quali conversioni sono attribuite e quali solo stimate
  • Quali creatività reggono e quali si sono consumate

I numeri di sinistra non sono sbagliati: rispondono a un'altra domanda. Salgono anche quando la spesa per richiesta sta peggiorando, ed è per questo che una campagna può sembrare in salute per mesi mentre il costo di un cliente raddoppia.

Preventivo

Da cosa dipende il costo della gestione

Prima di tutto una distinzione che genera parecchi malintesi: il budget pubblicitario è quello che paghi a Meta per mostrare gli annunci, e resta tuo. Il compenso di gestione è quello che paghi a me per impostare e seguire le campagne. Sono due voci separate e non si mescolano mai.

Sul budget pubblicitario non c'è un minimo valido per tutti: dipende da quanto vale un cliente per te e da quante conversioni servono perché la campagna impari. Sul compenso, ecco cosa lo sposta.

Quante campagne servono davvero

Una campagna con un obiettivo solo è una cosa. Un impianto che lavora su pubblici freddi, remarketing e clienti esistenti richiede più struttura, più creatività e più controllo.

Se il tracciamento esiste già

Pixel e Conversions API configurati e verificati, oppure da installare da zero. Su un sito che non ho fatto io va anche capito com'è costruito prima di intervenire.

Chi produce le creatività

Se hai già foto, video e materiali lavoro su quelli. Se vanno realizzati è un lavoro a parte — ed è la voce che su Meta incide di più, perché le creatività si consumano e vanno rinnovate.

Dove atterrano le persone

Una campagna che porta su una pagina non pensata per convertire spreca budget a ogni clic. A volte prima delle campagne conviene sistemare la pagina di destinazione, e questo è un intervento sul sito, non sull'account pubblicitario.

Ogni quanto intervengo

Un controllo settimanale con report mensile è diverso da una gestione quotidiana su campagne stagionali o promozioni a tempo. Lo decidiamo in base a quanto muove il tuo settore.

Se ci sono vincoli di settore

Alcuni settori hanno restrizioni sulle categorie pubblicitarie di Meta o regole professionali da rispettare nei messaggi. Va verificato prima, non dopo il rifiuto degli annunci.

Un ordine di grandezza te lo do in una telefonata, dopo dieci minuti di domande.
Il preventivo scritto arriva dopo, con budget pubblicitario e compenso indicati separatamente.

Sempre compreso

Cosa comprende la gestione Meta Ads

  • Tracciamento configurato e verificato — Pixel e Conversions API, con controllo che gli eventi arrivino prima di iniziare a spendere.
  • Account e campagne intestati a te — il Business Manager resta tuo, con i dati storici e i pubblici costruiti nel tempo.
  • Facebook e Instagram insieme — stesso impianto, con la spesa che sposto dove i dati dicono che rende.
  • Report mensile leggibile — quanto hai speso, quanti risultati sono arrivati e quanto è costato ciascuno. Senza termini tecnici da decifrare.
  • Controllo della spesa — il budget concordato non viene superato, e ogni variazione la decidiamo insieme prima.
Prima di scrivermi

Domande frequenti

Quanto budget serve per iniziare?
Non esiste una cifra valida per tutti. Il criterio è quante conversioni la campagna riesce a generare in un mese: se sono troppo poche, la piattaforma non impara e il costo per risultato resta alto. Parto da quanto vale per te un cliente nuovo e calcolo all'indietro. Se il budget necessario è più alto di quanto puoi investire, è meglio dirselo prima.
Facebook e Instagram sono due campagne separate?
No. Sono due posizionamenti dello stesso sistema pubblicitario e si gestiscono dallo stesso account. Non serve pagare due gestioni: imposto un impianto solo e guardo dove i risultati arrivano a costo minore.
In quanto tempo vedo i risultati?
I primi dati arrivano in pochi giorni, ma diventano affidabili tra i 15 e i 45 giorni, quando la campagna esce dalla fase di apprendimento e i costi si stabilizzano. Prima di allora i numeri oscillano molto e trarne conclusioni porta quasi sempre a decisioni sbagliate.
Il budget pubblicitario è compreso nel tuo compenso?
No, sono due voci separate. Il budget lo paghi direttamente a Meta dalla tua carta, sul tuo account: resta tuo e lo vedi in ogni momento. Il mio compenso riguarda l'impostazione e la gestione delle campagne.
Meglio Meta Ads o Google Ads?
Dipende da cosa vendi. Se le persone cercano attivamente il tuo prodotto o servizio, Google intercetta una domanda che esiste già ed è di solito il primo canale da attivare. Se invece devi far conoscere qualcosa che nessuno digita, Meta arriva dove la ricerca non arriva. Spesso la risposta è entrambi, con pesi diversi — e lo si capisce guardando i tuoi numeri, non in astratto.
Cosa succede se smetto?
Le campagne si fermano e i contatti smettono di arrivare: la pubblicità funziona finché il budget è attivo. Restano tuoi l'account, i dati storici e i pubblici costruiti, che sono un punto di partenza se un domani riparti. È la differenza principale rispetto al posizionamento organico, che continua a lavorare anche dopo.

Stai già investendo in pubblicità senza vedere richieste?

Guardo com'è impostato l'account e ti dico dove si sta perdendo budget.